L’ultima competizione del 2025 si è svolta in Thailandia sotto l’egida dell’IJSBA, un’organizzazione che non fa capo all’UIM, l’unica federazione ufficialmente riconosciuta. Una precisazione tutt’altro che irrilevante, poiché l’IJSBA rimane inferiore al campionato mondiale UIM, vero punto di riferimento dell’Aquabike femminile.
La monegasca Lisa Caussin-Battaglia aveva scelto di partecipare alle gare IJSBA, puntando su un livello di competizione meno elevato. Una scelta che si spiega in gran parte con una realtà economica: nell’IJSBA, molte concorrenti (20 concorrenti) non disputano tutte le gare della stagione, poiché gli spostamenti internazionali rappresentano un costo finanziario considerevole interamente a carico dei piloti. Al contrario, solo il campionato UIM riesce a riunire tutti i migliori atleti in ogni manche, poiché le spese di trasporto sono a carico dell’organizzazione, garantendo così un livello sportivo costante.
È quindi in un contesto teoricamente più favorevole che Lisa Caussin-Battaglia sperava di giocare un ruolo di primo piano in questa gara thailandese, che combinava sia la finale delle World Series che la Coppa del Mondo IJSBA. Tuttavia, il risultato è inequivocabile: nonostante un gruppo di nove partecipanti, la pilota monegasca non è mai stata in grado di dimostrarsi competitiva.
Già in difficoltà nella precedente tappa in Belgio, non si è osservato alcun progresso tangibile. Né l’attrezzatura né la preparazione fisica sembrano essere migliorate in modo significativo. Le quattro manche disputate si sono concluse con le seguenti classifiche: P6, P6, P7 e P8, che rivelano una grave mancanza di prestazioni, terminando al settimo posto nella classifica generale finale sia nelle World Series che nella World Cup.
Le partenze sistematicamente fallite hanno immediatamente compromesso ogni manche, mettendo la monegasca fuori ritmo fin dai primi metri. A questo livello, anche in un campionato con concorrenza parziale, questo tipo di fallimento non può essere attribuito al caso, ma piuttosto a una preparazione insufficiente e a scelte tecniche discutibili.
Al termine di quest’ultima prova della stagione, il bilancio è severo. Scegliendo un campionato femminile ritenuto meno competitivo, nella speranza di brillare, Lisa Caussin-Battaglia non ha raggiunto il suo obiettivo. Questa fine di stagione mette in luce i limiti di una strategia sportiva che solleva profonde interrogazioni. Una revisione globale – sportiva, tecnica e strutturale – appare ormai indispensabile se la pilota monegasca vuole tornare a competere a un livello conforme agli standard internazionali.
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